Alcune domande aperte sulle sorti del Lino Ventura

In questi giorni d’inizio anno c’è grande confusione in città sulle sorti del Centro Cinema Lino Ventura, storico luogo di cultura cittadino nel cuore dell’Oltretorrente.

Poco prima delle feste, durante la presentazione del progetto sull’Ospedale Vecchio, l’assessore Alinovi non si era particolarmente sbilanciato in merito ad ipotesi di sistemazione e ricollocamento della struttura, mentre dai cittadini presenti era emersa la richiesta – suffragata fra l’altro da un consistente numero di firme raccolte in quasi due anni – di mantenere il Centro Cinema nel quartiere.

In questo senso l’assessore alla cultura Ferraris si era dimostrata disponibile, senza troppo convincere. 

Passate le feste però la situazione diventa sempre meno chiara: si è appreso che il Centro Cinema resterà in Oltretorrente, ma in una nuova collocazione, diversa rispetto a quella costata centinaia di migliaia di euro solo pochi anni fa. Il Centro pare quindi che traslochi ma contemporaneamente verrà anche realizzato un centro audiovisivi d’eccellenza, in collaborazione con l’Università, da tutt’altra parte ossia in quartiere Montanara, Largo 8 Marzo, in un nebuloso progetto complessivo di riqualificazione dell’area che oggi giace in un totale degrado (peraltro la delibera di luglio citava il trasferimento del Centro Cinema Lino Ventura al Centro Cinghio-Cinema Edison).

Quindi se ben si comprende il centro resterà, ma parte del patrimonio verrà ridistribuito in altra collocazione. Abbiamo letto poi le preoccupazioni del comitato di cittadini che ha raccolto le firme e ci pare che le questioni poste meritino risposta: mancano chiarezza e partecipazione e questo in un momento in cui, proprio in Oltretorrente, diventa di ancor più stringente attualità il tema della sicurezza e quindi allo stesso tempo di come renderlo vitale anche attraverso la presenza di funzioni pubbliche. E se la presentazione “generale” sulla sistemazione dell’Ospedale Vecchio poteva rappresentare un primo passo verso un più corretto coinvolgimento dei cittadini nelle scelte dell’amministrazione (coinvolgimento da sempre bandiera del movimento, ma di rado praticato), la sostanziale difficoltà nel capire i “passaggi” di realizzazione di questo progetto preoccupa.

Non vorremmo che, anche in questo caso, il passaggio dalla teoria alla prassi fosse il tallone d’Achille dell’amministrazione comunale pertanto auspichiamo quanto prima da parte dell’Assessorato alla Cultura un chiarimento preciso delle intenzioni.

Per la Segreteria cittadina: Caterina Bonetti, Raffaella Ilari, Simona Tosini Pizzetti

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