ParMap e il centro della città

 

Siamo arrivati ai temi del centro della città. In tantissimi (grazie a tutti per la partecipazione!) ci siamo ritrovati nel circolo Zerbini in via Bixio per affrontare le questioni emerse durante la fase di mappatura delle criticità di Parma. Ci abbiamo impiegato più del solito per fare la sintesi dell’incontro perché i contributi sono stati davvero notevoli. Questa volta i tavoli erano dedicati a: innovazione, fruibilità degli spazi pubblici, rifiuti, giovani e commercio.

Essendo il quinto appuntamento possiamo formulare alcune brevissime riflessioni (seguirà un’elaborazione più completa). Il metodo partecipativo che abbiamo utilizzato pare funzionare e, in modo naturale, la sinergia tra cittadini ed esperti porta all’individuazione di bisogni, visione e idee concrete per ciascuna area tematica.

Durante questo incontro è emerso chiaramente che la città vuole essere ascoltata e che ci sono porzioni di conoscenza diffuse che possono essere valorizzate. Considerando il successo del ciclo di incontri ci sentiamo più carichi e più responsabili di prima.

Qui trovate una galleria di immagini e di seguito una sintesi del lavoro dei tavoli.

Tavolo Innovazione

La composizione del tavolo ha contribuito al successo della serata: cittadini, imprenditori, ricercatori, professionisti, hackers civici, digital champions, educatori, gestori di spazi di coworking ed appassionati.

 Bisogni

Le esperienze e le competenze dei partecipanti ci hanno permesso di individuare come diversi sistemi di interfaccia con i cittadini potrebbero essere innovati per migliorare la « citizen experience » (ovvero il modo in cui il cittadino vive il rapporto con la Pubblica Amministrazione) e l’impatto delle politiche pubbliche sul sistema urbano ed economico di Parma. Il concetto di innovazione che emerge dalla discussione tra i partecipanti si riassume in alcune idee chiave:

  • una visione di sistema: ovvero utilizzare pratiche innovative e mettere a sistema modelli, risorse e competenze. Ad oggi manca un governo pubblico della città in grado di mettere in rete e di promuovere pratiche innovative già in campo. Sulla base dei presupposti sopra individuati, l’urgenza è certamente rappresentata dalla necessità di una visione sistemica per progettare la nostra città, ad oggi purtroppo assente.
    L’innovazione al servizio dello sviluppo della città implica la diffusione e l’accessibilità a reti tecnologiche, la pianificazione di interventi di riqualificazione energetica, lo sviluppo di tecnologie a supporto del tessuto industriale e sperimentazioni in materia di mobilità, gestione dei rifiuti, software libero, trasporti, finanziamento di progetti pubblici e tutela del territorio.
    I partecipanti esprimono grande interesse per il tema dell’innovazione sociale, intesa come una “pratica” e un nuovo modo di “fare cultura sociale”, che consente l’applicazione sostenibile e efficace di nuove idee di servizio e di modello (culturale e di comportamento). La sostenibilità riguarda il fatto che nuove pratiche e modelli di servizio sono in grado di “stare sul mercato” e di finanziarsi anche in modi diversi da quelli tradizionali. L’efficacia fa riferimento all’uso ottimale di risorse, messe a sistema per il miglioramento della società. Le pratiche di innovazione sociale non solo rispondono in modo innovativo ad alcuni bisogni, ma propongono anche nuove modalità di decisione e di azione, attraverso modelli di intervento “reticolari” e “sistemici”. Il coordinamento e la collaborazione e il coinvolgimento della comunità sono gli elementi fondamentali con cui collettività si mobilita. In questo senso le nuove tecnologie sono intese come strumento per sviluppare il senso di appartenenza alla città, riaggregare attraverso modelli collaborativi che passino anche da piattaforme – online ed offline – evolute (gli esempi non mancano).
  • innovazione della tradizione: innovare significa non solo trovare nuove soluzioni, ma anche valorizzare attraverso nuovi strumenti il patrimonio culturale e il tessuto economico che costruiscono l’identità della città, fortemente radicata nelle sue tradizioni. L’innovazione al servizio dello sviluppo della città dovrebbe dunque partire dalle vocazioni industriali e culturali di Parma, non semplicemente creare qualcosa di ‘nuovo’.
  • non solo software: l’innovazione al servizio della città richiede non solo soluzioni tecnologiche, ma  un progetto e un programma. Gli strumenti tecnologici e i software sono fondamentali  al fine di supportare e promuovere la partecipazione alla vita pubblica. La tecnologia ha dunque un ruolo di sostegno agli indirizzi che stiamo individuando attraverso una nuova modalità di fare politica partecipata, che individua momenti di ascolto e confronto con i cittadini.
  • Sul lato della pubblica amministrazione i servizi online del Comune di Parma dovrebbero aumentare, essere più condivisi e conosciuti dai cittadini ed incentivare comportamenti virtuosi (per esempio attraverso la pratica del c.d. nudge).

Visione

Mai come durante questo tavolo i partecipanti hanno voluto (e vorranno : si è deciso di continuare a lavorare sul tema anche nelle prossime settimane) approfondire il tema della visione della città. Uscire dalla logica del breve periodo alzando – concretamente – lo sguardo verso il futuro della città.
L’amministrazione della città che vorremmo fonda le proprie scelte sulla base di dati, di sistemi di misurazione e verifica dell’impatto delle politiche pubbliche. La tecnologia (invisibile) dovrebbe diventare la normalità nella vita quotidiana della nostra comunità. Il Comune dovrebbe ascoltare cittadini ed imprese per capire quali tecnologie risultano decisive per lo sviluppo di Parma.
Una città piena di educazione e formazione al digitale e che investe sugli spazi di aggregazione e di coesione sociale.
Il Comune dovrebbe diventare un produttore di informazioni ed un diffusore di dati (in open data) che possono diventare il carburante per la creazione di nuovi servizi ed iniziative imprenditoriali. Questo potrà portare anche ad un sistema caratterizzato da effettiva trasparenza e minor burocrazia. Una città nella quale la tecnologia migliora la fruibilità dei servizi abbattendone i costi.

 Proposte 

Per implementare la visione sistemica sopradescritta il Comune dovrebbe dotarsi di una struttura per il coordinamento delle politiche di innovazione e del processo di digitalizzazione di Parma (che riguarda ogni settore).

      • L’amministrazione comunale dovrebbe pubblicare un portale (come per esempio la nuova piattaforma della rete civica di Bologna), per erogare servizi digitali di qualità, abilitare uno spazio collaborativo per i cittadini e rilasciare dati pubblici che possano attivare nuovi modelli di business e servizi. Attraverso l’utilizzo prevalente di software libero il Comune dovrebbe dimostrarne le capacità e le potenzialità in materia di risparmio (come fatto recentemente dal Comune di Torino).
      • Un catasto del sottosuolo promosso dal Comune (come già sperimentato da altre pubbliche amministrazioni) : partendo dalla verifica della regolamentazione comunale e delle reti esistenti – luce, gas e reti tecnologiche – incrociare ed analizzare i relativi dati con quelli del sistema socio-economico della città al fine per definire un piano di sviluppo (anche in collaborazione con gli operatori privati) di tecnologie di ultima generazione, come per esempio la banda ultra larga.
      • A Parma andrebbero individuate aree da incentivare, anche fiscalmente, perchè nascano contenitori di startups innovative dove facilitarne la crescita per renderle economicamente rilevanti anche in termini di occupazione.
      • Progetti pilota per sperimentare nuove forme di finanziamento privato per progetti pubblici (per esempio partendo dal Teatro Regio e dalla squadra di calcio della città).
      • Mappatura delle informazioni pubbliche del Comune per renderle accessibili e fruibili al fine di una effettiva trasparenza e partecipazione dei cittadini.
      • Rilanciare l’Agenzia per l’Energia di Parma anche al fine di valorizzare possibili finanziamenti pubblici  per l’innovazione delle politiche energetiche (tema essenziale per il futuro dell’ecosistema economico).

Tavolo fruibilità degli spazi pubblici e tutela del patrimonio artistico della città

Al tavolo hanno partecipato circa 40 persone tra cui molti esperti, associazioni, giornalisti e cittadini. In generale, il confronto si è concentrato maggiormente sull’area dei bisogni infatti le descrizioni dell’attuale stato dell’arte sono dense di criticità ed è pertanto necessaria un’attenta analisi per pensare a visioni politiche effettivamente adeguate e utili per la città.

Bisogni

      • L’analisi del bisogno non può che considerare il cambiamento della struttura demografica della città e delle modalità di vivere le relazioni tra cittadini. Le nuove generazioni e l’arrivo dei nuovi cittadini, “l’atteggiamento di vivere nel particolare”, come emerge dal tavolo, ha in parte scardinato l’identità collettiva della città influenzando negativamente anche la tutela del patrimonio artistico. Questa dinamica d’insieme è però in contrasto con l’affezione delle persone verso i beni monumentali che appaiono essere “vivi nella coscienza della gente”: l’apertura dell’Ospedale Vecchio da parte del FAI in occasione delle Giornate di Primavera ha registrato numerosi accessi e ciò rappresenta un esempio. Dal tavolo emerge quindi la necessità, nella pianificazione di una visione, di considerare le variabili sociologiche ed urbanistiche del singolo quartiere e dell’intera città.
      • E’ stato sottolineato il bisogno di coordinamento tra enti che a vario titolo si occupano di cultura. Tale richiesta si rivolge al necessario dialogo tra Stato ed Ente Locale per favorire la valorizzazione dei beni artistici locali e tra enti del territorio (es. Ente locale, Associazioni e Università) al fine di strutturare un pensiero condiviso sul patrimonio culturale della città e renderlo effettivamente fruibile dai cittadini e dai turisti.
      • La ridotta disponibilità di risorse economiche accanto ad una mancanza di strategia politica (es. l’amministrazione sembra non aver pensato ad una lista di priorità di temi da affrontare) sta provocando una “distruzione sistematica” della memoria storica della città e potrebbe creare una competizione inutile tra zona centrale e zone periferiche che non giova al benessere di tutti, non valorizza le risorse già presenti e rischia di destrutturare le realtà che provano a reagire all’attuale paralisi culturale.

Visione/Proposte

      • L’evidente mancanza di una politica culturale fa emergere proposte inerenti il metodo per affrontare l’attuale immobilità. Viene proposto di effettuare uno studio incrociato tra i bisogni della città e il patrimonio pubblico disponibile per individuare l’effettiva fruibilità degli spazi pubblici in funzione della città.
        Una proposta concreta in tal senso riguarda la destinazione di attività culturali per giovani famiglie con figli in alcuni spazi pubblici oggi inutilizzati, piuttosto che la creazione di giochi culturali per bambini nella piazza o per le strade.
        Altro tema che emerge in relazione alla proposta di metodo è l’esigenza di strutturare degli spazi adeguati per i cani ad oggi mancanti.
      • In linea con l’esigenza di pianificazione, emerge l’idea di rispondere al bisogno di socialità e di rinforzo di una nuova identità cittadina, che tenga anche conto del fenomeno migratorio, attraverso l’integrazione delle politiche culturali e scolastiche poiché la Scuola è il primo luogo di aggregazione delle famiglie.
      • Emerge la proposta di usufruire, con modalità più efficaci, i social network e i media affinché possano essere strumento per favorire la valorizzazione dei beni artistici locali (es. potenziare la visibilità di alcuni luoghi, anche a livello nazionale, per tutelarli e difenderli).
      • Al fine di tutelare lo spazio del centro storico come unico patrimonio si propone l’idea di adottare dei regolamenti che difendano il riconoscimento dell’identità pubblica della città (es. colori dei palazzi del centro storico, stile delle persiane, etc.). Un turista oggi fatica a contraddistinguere lo stile architettonico di Parma. Viene proposta l’idea di pensare ad un rimedio per le piccole opere di manutenzione per tutelare il decoro urbano che influisce sull’identità della città, idea che fa pensare all’integrazione tra politiche culturali e sulla sicurezza (es. lampioni rotti, etc.)
      • Si propone l’adozione di un progetto di rete dei luoghi artistici tra centro e periferia che unisca la storia della città. Emerge l’idea di progettare un Museo Civico della Memoria aprendolo anche al contemporaneo oggi poco presente nelle realtà cittadine.
        Il lavoro del tavolo attraverso il confronto ha evidenziato chiaramente la totale assenza di indirizzo e di strategia politica, scenario che lascia spazio a dinamiche di destrutturazione del patrimonio esistente e aperture al mondo privato che poco tutela la cultura pubblica di tutti. E’ opinione unanime che la scarsità di risorse economiche non è ostacolo per le politiche culturali ma bensì occasione per stimolare la creatività.

Tavolo viabilità e commercio

Al tavolo hanno partecipato i cittadini dei quartieri di Parma centro e Oltretorrente, oltre ad alcuni rappresentanti di categorie ed esperti.

 Bisogni

Dalla discussione tra i presenti sono emerse con estrema chiarezza tre principali problematiche che riguardano la zona:

      • SICUREZZA: si tratta di un problema quotidiano che viene ritenuto strettamente collegato a dinamiche di immigrazione e di una pianificazione commerciale in zona che ha determinato un eccesso/concentrazione di negozi etnici.  Ne consegue un’elevata percezione di insicurezza, soprattutto in alcune vie dell’Oltretorrente che induce alcuni commercianti alla chiusura anticipata dei negozi il sabato alle 16.
      • TRAFFICO: la criticità maggiormente evidenziata dai cittadini e dai commercianti è l’effetto del blocco del traffico sull’attività commerciale in assenza di un’adeguata offerta del servizio pubblico (linee in ritardo, sporcizia dei mezzi pubblici, etc.), specialmente dopo la soppressione del passaggio della linea 7 e della linea 16, interna ai quartieri. Al contempo si segnala un’elevata concentrazione della viabilità in via D’Azeglio con oltre 900 corse giornaliere che provoca preoccupazione per la qualità dell’aria, posto che, come hanno fatto notare alcuni presenti, il picco maggiore di PM10 è, tuttavia, stato raggiunto il 25 dicembre.
      • COMMERCIO: si registra la presenza di numerosi negozi vuoti in via Bixio a causa di diverse chiusure di alcune attività che non vengono sostituite da altre (elevate tariffe di affitto). I commercianti lamentano l’assenza di una rete, di una condivisione di azione che gli consentirebbe di essere più efficace nelle loro richieste e proteste. L’assenza di una strategia condivisa tra i commercianti è rilevata anche nel loro rapporto con il Comune che dimostra di non avere una visione complessiva delle attività commerciali da potenziare nelle varie zone. Indubbiamente il centro storico deficita di una propria identità commerciale che sia veramente attrattiva in contrapposizione al progressivo aumento dei centri commerciali e dovrebbe valorizzare la qualità dei prodotti rispetto alla quantità. Si individua nel Decentramento degli uffici comunali, dell’ex l’anagrafe e delle strutture pubbliche, in generale (centri socio sanitari, archivio di stato, etc.), avvenuta nell’oltretorrente, la causa di maggiore perdita nella clientela proveniente da altri quartieri. Il progressivo ridislocamento di queste strutture riduce il bacino commerciale ad esclusivo uso interno del quartiere, producendo un ovvia flessione dei ricavi che, unita ai problemi precedentemente espressi, mette in serio pericolo la sopravvivenza stessa delle attività commerciali.

 Visione/Proposte

      • Per favorire il commercio riprogettare le opportunità di parcheggio in centro (ad es. nel torrente Parma);
      • Per rivitalizzare il quartiere con ricadute positive sul commercio si possono applicare le seguenti decisioni: inserire strisce pedonali e semafori a chiamata; riaprire al traffico pubblico le strade chiuse; intervenire sulla viabilità di via Imbriani.
      • Favorire la mediazione culturale tra i commercianti e una maggiore coesione tra commercianti e residenti .
      • L’amministrazione comunale dovrebbe provvedere a stanziare fondi pubblici per la riduzione delle tasse  e creare o potenziare un’agenzia di incontro domanda/offerta sugli  affitti dei negozi per una destinazione d’uso che sia frutto di una progettualità urbanistica, unita ad un’identificazione di uno specifico modello commerciale (sulla base del Barilla Center ovvero centri di commercio naturali).
      • Riqualificazione dei luoghi pubblici per nuove fruizioni (ad es. ex anagrafe, Stuard).
      • Per la sicurezza occorre potenziare l’illuminazione stradale e aumentare il numero delle forze dell’ordine, ricorrendo alla figura dei vigili di quartiere, soprattutto per affrontare i problemi collegati alla Movida  per la quale occorre un regolamento chiaro e sanzioni adeguate.
      • Analisi demografica del quartiere e ricostruzione storico/sociale per capire le trasformazioni avvenute e progettare il futuro.
      • Creare un coordinatore/manager per l’attività commerciale e di condivisione di progettualità con i commercianti del quartiere.

I partecipanti al Tavolo concordano sulla necessità di un intervento (ora del tutto assente) dell’amministrazione comunale in termini di progettazione urbanistica/commerciale, di sinergia tra le categorie e le associazioni esistenti, di gestione degli spazi pubblici e dei beni comuni. Vi è una accorata richiesta affinchè il Comune sia promotore di un tavolo sociale, della creazione di un apposito ufficio o dell’istituzione di un assessorato ad hoc che coniughi intermediazione culturale e attività commerciali. Sostanzialmente occorre una chiara visione strategica della zona e delle sue potenzialità.

Tavolo giovani

Al tavolo giovani hanno partecipato una ventina di ragazzi e qualche “rappresentante del mondo adulto”.

Bisogni

      • Carenze nel trasporto pubblico urbano: i ragazzi lamentano l’assenza di un trasporto pubblico serale/notturno adeguato nella zona cittadina. In particolare risulta problematica la situazione delle periferie dove queste carenze si combinano alla scarsità di luoghi di aggregazione. Esistono inoltre mezzi che portano i più giovani dal centro storico verso i locali della provincia, ma poi manca un adeguato servizio urbano che possa riaccompagnarli nei quartieri di residenza.
      • Eccessivi costi del trasporto pubblico.
      • Orari troppo restrittivi delle biblioteche, che sono viste non solo come luogo di cultura, ma anche di aggregazione e relazione.
      • Mancanza di una rete che possa mettere in comunicazione e promuovere le singole iniziative rivolte ai giovani che già esistono a Parma.
      • Difficoltà nel “mescolare” i vari gruppi di giovani di Parma: non c’è uno spazio aperto dove andare semplicemente per incontrarsi senza una finalità specifica.
      • Mancanza di una progettualità diffusa: ci sono ragazzi che si prendono in carico l’organizzazione di singole iniziative (es. rappresentanti della consulta degli studenti), ma spesso sono slegati dal loro stesso contesto.
      • Carenza di parchi allestiti per essere luogo d’incontro e condivisione d’interessi da parte dei ragazzi.
      • Mancanza d’informazione sugli eventi e le opportunità dedicate ai più giovani (es. sconti e riduzioni della tessera dello studente).
      • Costi eccessivi delle sale private a noleggio (es. sale prove). I ragazzi che coltivano interessi musicali, teatrali o che avrebbero semplicemente bisogno di una sala per fare attività di gruppo spesso non possono farlo a causa dei costi troppo alti.

Visione/Proposte

      • Riutilizzare spazi pubblici esistenti per la creazione di aree multifunzionali ad uso gratuito.
      • Possibilità di creare una rete di volontariato attraverso la quale il Comune gestisca, mettendo a disposizione gli spazi e il coordinamento/supervisione di un dipendente, gli spazi di aggregazione (autogestione mediata).
      • Creazione di una rete Comune + Scuole + Università per scambio di informazioni e dati per creare progetti e proposte condivise per quanto differenziate per fasce d’età ed esigenze dei ragazzi.
      • Abbassamento del costo del trasporto pubblico.
      • Fornire ai ragazzi dei servizi di supporto (rif. Politiche giovanili) per aiutarli nella strutturazione dei progetti. Attività di formazione che permetta ai ragazzi non solo di fruire delle iniziative comunali, ma di imparare a fare, di costruire progetti e attivarsi per la loro realizzazione acquisendo competenze. Passare dalla lamentela per quello che non c’è alla realizzazione di nuove possibilità.
      • Creazione di uno sportello di contatto fra il Comune e l’Assessorato competente e i ragazzi. Un punto d’ascolto con orari definiti e personale dedicato capace di relazionarsi coi più giovani e fornire le informazioni e il supporto necessario alle loro esigenze.
      • Ampliare l’offerta dei centri di aggregazione giovanile già presenti in alcune aree della città favorendo la creazione di “oratori laici”, ovvero spazi nei quali i più giovani si possano trovare per chiacchierare, giocare, svolgere attività libera senza vincoli d’iscrizione o fruizione di servizi specifici.
      • Sviluppo di una rete che valorizzi e metta in relazione le realtà positive già esistenti: partire dal piccolo per allargare a tutto il territorio cittadino.
      • Favorire il volontariato per l’integrazione anche attraverso canali non tradizionali (es. servizio civile), che permettano anche ai più giovani di mettere a servizio della comunità il poco (o molto) tempo che hanno a disposizione.

 Tavolo rifiuti e ambiente

Il tavolo “Rifiuti e Ambiente” ha visto la partecipazione di numerosi cittadini provenienti sia dai due quartieri coinvolti nell’iniziativa (Centro e Oltretorrente), che dal resto della città: le zone centrali della città sono vissute come proprie anche da chi non risiede nelle stesse.

Bisogni

Trattandosi di un tavolo con un argomento molto specifico, i bisogni emersi durante la discussione non sono raggruppabili in aree specifiche, in quanto vertono tutti sullo stesso tema. Come punto comune di partenza ci si è trovati tutti d’accordo sull’importanza della raccolta differenziata dal punto di vista ambientale ed economico.

      • Sistema di raccolta dei rifiuti: deve essere in generale efficiente, sicuro (anche dal punto di vista sanitario), esteticamente accettabile (decoro, città turistica), poco costoso: ad oggi non tutti questi obiettivi sono raggiunti col porta a porta in atto;

      • Il sistema dovrebbe essere pensato in modo da facilitare il più possibile la differenziazione e la conservazione dei rifiuti nell’ambiente domestico. Ad esempio c’è un problema di conservazione della frazione organica in casa per alcuni giorni per gli stabili non dotati di bidone condominiale e/o di balconi.

      • Educazione e formazione dei cittadini ricoprono un ruolo fondamentale, ma non si avverte molta attività in questo senso. Inoltre si rileva come gli incontri pubblici prima dell’avvio del porta a porta siano stati “informativi”, ma ci sia stato scarso coinvolgimento dei cittadini in fase decisionale.

      • Troppo spesso gli imballaggi dei prodotti che entrano in casa non sono facilmente differenziabili:per i materiali di cui sono costituiti, per la difficoltosa separabilità degli stessi, e per la mancanza sugli imballaggi di una chiara indicazione sulla destinazione degli stessi;

      • Il sistema dovrebbe prevedere maggiore flessibilità, per venire incontro alle diverse esigenze dei cittadini: gli orari di raccolta introducono (necessariamente) delle rigidità che si devono poter superare in caso di particolari esigenze;

      • Ad oggi il sistema potrebbe essere reso più incisivo tramite un chiaro modello di incentivi, con obiettivi e motivazioni, e disincentivi. Forse la tariffazione puntuale modificherà le cose;

      • Ci sono dubbi sull’effettiva qualità della differenziata raccolta (specie la plastica), che parrebbe contenere una frazione di indifferenziato più elevata che in passato: perché non rendere pubblici anche questi dati?

      • La raccolta porta a porta implica l’occupazione dei marciapiedi durante gli orari di raccolta, causando disagi ai pedoni, ed in particolar modo a disabili, anziani, passeggini;

      • Si evidenziano i problemi di traffico ed inquinamento causati dai mezzi di raccolta, che hanno un impatto particolarmente pesante nelle strette strade di Centro e Oltretorrente;

      • In alcune zone della città (aree private) sono presenti ancora cassonetti stradali (campus, Ospedale). Questo introduce alcuni comportamenti scorrettii, che si aggraveranno con l’introduzione della tariffazione puntuale;

      • La problematica degli affitti “in nero”, con conseguente assenza di inserimento del locatario nel sistema di raccolta, pare essere diffusa specie in zona Oltretorrente, e comporta abbandono irregolare di rifiuti;

      • Viene segnalata in alcune zone la scarsa accuratezza dei soggetti che eseguono la raccolta, con conseguente caduta di rifiuti.

Sono poi emersi altri bisogni non strettamente collegati al ciclo dei rifiuti ma più in generale sul tema ambiente:

      • L’irrigazione in P.le della Pace sembra eccessiva, mentre in altri spazi è del tutto insufficiente;

      • La pulizia stradale in alcune zone (specie Oltretorrente) è scarsa;

      • Le aree golenali sono scarsamente fruite, si dovrebbe pensare ad una loro valorizzazione;

      • La problematica dei piccioni non viene affrontata in alcun modo.

Visione/Proposte

Si è quindi passati alla fase propositiva: in generale la richiesta dei cittadini è quella di  introdurre modifiche all’attuale sistema di raccolta, per renderlo più flessibile e adatto ad esigenze diverse. Inoltre è stato sollevato il tema dei costi di raccolta: altre esperienze di porta a porta spinto hanno portato ad una riduzione dei costi per i cittadini, mentre a Parma questo ancora non si è verificato.

      • introduzione di isole di raccolta, sia per indifferenziato che per altre frazioni, sempre attive e accessibili con smart card. Valutare rapporto costi/benefici di eventuale interramento in zone densamente popolate. Riutilizzare isole già esistenti;

      • aumentare la frequenza di raccolta dell’organico;

      • introduzione di un sistema “a punti”, in positivo e in negativo, per incentivare i più virtuosi (con tariffa puntuale solo in negativo);

      • introdurre un sistema di vuoti a rendere, ad esempio per vetro e lattine. Alcune catene di supermercati già lo fanno, servirebbe un progetto comunale;

      • fare pressioni a livello nazionale perché si intervenga sul problema del packaging non differenziabile, e sulla marchiatura con la corretta destinazione dell’imballaggio (alcune aziende già lo fanno);

      • collegato al punto precedente, sarebbe necessario rendere uniformi le regole di raccolta sul territorio nazionale (es. Tetrapak);

      • ripensare il tipo di pulizia stradale: operatori con soffiatore o spazzatrici stradali aspiranti?

      • intensificare i controlli per identificare chi non rispetta le regole;

      • fare chiarezza sul reale stato dell’allacciamento dell’inceneritore alla rete di teleriscaldamento cittadino, e sull’apporto termico effettivamente dato dallo stesso;

      • valutare la reinternalizzazione del sistema di raccolta rifiuti, anche per evitare possibili conflitti di interesse del gestore;

      • introduzione di cestini stradali differenziati, anche per fini “educativi”;

      • installazione di cestini stradali a fianco delle campane di raccolta del vetro, per evitare che i sacchetti di plastica in cui i cittadini trasportano il vetro vengano messi nelle campane;

      • aumentare il numero di posacenere stradali;

      • insistere sull’informazione e la formazione ai cittadini, specie ai nuovi arrivati (esistono opuscoli multilingue?).

 

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