Dov’è finita la città intelligente?

La parabola discendente del Comune di Parma, nel settore dell’innovazione, continua.  In questi giorni è stata pubblicata la terza edizione di ICity Rate (“il Rapporto annuale realizzato da FORUM PA in collaborazione con Istat, Unioncamere e alcune delle associazioni che si occupano di partecipazione e cittadinanza attiva, che stila la classifica delle città capoluogo più Smart d’Italia” http://www.icitylab.it/appuntamenti/icity-rate-2014-uno-strumento-la-gestione-delle-citta/) ed abbiamo purtroppo la conferma della piega negativa assunta da Parma, scesa in 2 anni dal secondo al decimo posto.

E proprio dopo due anni e mezzo dall’insediamento di un’amministrazione comunale che aveva fatto promesse mirabolanti sull’uso della rete e sull’innovazione tecnologica e partecipativa, mai tradotte in fatti concreti, Parma è ferma (anche) su questo tema – fondamentale per la crescita economica e sociale del nostro territorio – mentre le altre città si stanno muovendo velocemente. Così, si perde competitività.

Noi sin dall’inizio dell’anno abbiamo suggerito al Comune di Parma alcune azioni per un’agenda digitale e per creare un ecosistema favorevole all’innovazione, come la redazione di un catasto del sottosuolo, l’adozione della banda ultra larga, la copertura di WI-FI pubblico. (http://pdpr.it/pensiamo-al-futuro-di-parma/).

Anche per il tema della partecipazione abbiamo già rilevato più volte che sin dall’agosto 2013, il Comune ha impegnato 12.000 Euro per la realizzazione di un sistema di mappatura online delle problematiche della città, che però non è mai entrato in funzione malgrado siano passati ben 14 mesi.

Così oggi, nuovamente, chiediamo: dove sono i progetti concreti del Comune?

Lorenzo Lavagetto,  segretario PD Parma
Luca Cominassi, responsabile innovazione PD Parma

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