La parola ai luoghi. Ecco come fare

ParMap sta andando alla grande.

La risposta della città è davvero significativa sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. Stanno arrivando, infatti, molte segnalazioni con problemi articolati e mappati correttamente.
Ovviamente valuteremo il nostro progetto alla luce dei risultati, ma sin d’ora vorremmo contribuire alla diffusione del nostro approccio.

In molti, infatti, ci stanno chiedendo come abbiamo creato ParMap ed abbiamo pensato quindi di pubblicare questa breve guida, un piccolo ‘how to’ per facilitare il ri-uso del nostro modello.
Ci interessa innescare la
partecipazione concreta favorendo la diffusione di strumenti che possano facilitare nuove forme di mobilitazione politica.

Il software

Come abbiamo specificato nel post di lancio ParMap è stata realizzata a costo zero utilizzando strumenti già esistenti, adattati alle esigenze specifiche (la mappatura delle criticità in un determinato territorio per un periodo definito).

Ancora una volta abbiamo voluto utilizzare un software FLOSS.
L’applicativo scelto per la mappatura è Ushahidi.com, creato in Kenya per raccogliere e diffondere le storie di violenza seguite alle elezioni del 2007 (la storia è molto interessante e merita di essere conosciuta).
Nata in un contesto molto particolare ha mostrato presto un’attitudine all’universalità.
La dote principale è molto evidente: le questioni risultano immediatamente significative quando vengono contestualizzate su una mappa.

L’applicazione si è dimostrata adatta a molteplici situazioni che necessitano di raccogliere informazioni provenienti da molte fonti e mostrarle in modo aggregato su mappa.

Esistono due modi per poter utilizzare questa soluzione:

  • l’installazione diretta su un proprio server

  • l’utilizzo in modalità “software as a service”

Abbiamo scelto di installarlo sul nostro server, seguendo i tutorial a disposizione sul wiki.
In questo momento sono disponibili la versione 2, stabile, e la 3, più ricca di funzionalità ma ancora in fase di sviluppo. Abbiamo scelto di usare la versione 2.X per contare su una migliore affidabilità.

Il sistema offre grande duttilità ed ampio margine di personalizzazione per adattarsi alle situazioni più disparate.  Questa prima esperienza, dalla durata limitata, ci darà modo di conoscerne le peculiarità in attesa che la versione 3 diventi stabile ed utilizzabile. 

E’ interessante segnalare la seconda opzione, utile a chi vuole tenersi distante dalle questioni più tecniche. Gli sviluppatori danno infatti la possibilità di utilizzare tutte le funzioni attraverso il sito crowdmap.com (questa è la via scelta per l’esperienza SardSOS).

La mappa

La piattaforma colleziona punti geografici cui associa informazioni, oggetti multimediali, tag.

Per funzionare necessita di una fonte per le mappe, cui sovrapporre i punti collezionati. Ushahidi permette di scegliere tra diversi provider, e la nostra non poteva che essere in favore di Openstreetmap, progetto partecipativo cui teniamo molto proprio perché riteniamo le mappe uno strumento potente di interpretazione e lettura del reale. OSM è qualcosa di più di una mappa, è un modello di collaborazione reale e diffusa.
Una mappa aperta, libera, neutrale e trasparente.

Buona mappatura a tutti.

Luca Cominassi, segreteria comunale del Partito Democratico di Parma.

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