La sharing che vorrei

Nell’agenda di politiche pubbliche per la prossima amministrazione di Parma, nata dal percorso di ParMap, abbiamo proposto un’azione a favore dell’economia della condivisione.

Abbiamo identificato due modelli importanti: il regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni del Comune di Bologna e il percorso del Comune di Milano che ha portato all’approvazione della delibera sulla sharing economy.

Prima di tutto siamo partiti dal contesto della nostra città. Grazie alla nostra mappatura abbiamo scoperto che a Parma ci sono molti soggetti che operano ed usufruiscono dei servizi dell’economia della condivisione. Secondo noi anche la prossima amministrazione dovrà riconoscere e sostenere le realtà virtuose che agiscono in quest’ambito.

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Durante la serata di giovedì scorso abbiamo capito con l’Europarlamentare Daniele Viotti, (promotore del progetto pilota sulla sharing economy volto a dare spazio al modello peer to peer) quanto il tema sia rilevante anche dalla prospettiva europea proprio alla luce del potenziale dell’economia collaborativa. Abbiamo ricordato anche il parere del Comitato delle Regioni (con relatore Benedetta Brighenti) nel quale, chiarita la differenza tra on-demand economy e l’economia dei beni comuni, emerge l’importanza di un’agenda europea sul tema fondata sulla collaborazione tra tutti i livelli di governo.

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Sul punto, confrontandoci con il consigliere regionale Massimo Iotti,  è emersa l’opportunità che nasca in Emilia Romagna un gruppo di lavoro che si occupi di coordinare la materia in una regione che storicamente è sempre stata all’avanguardia in materia di cooperazione e collaborazione.

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Dialogando con Michele D’alena, esperto di politiche pubbliche collaborative, abbiamo capito che a Bologna il regolamento ha funzionato (basta guardare il numero e il contenuto dei patti di collaborazione rendicontati online grazie alla bellissima piattaforma della rete civica) perché l’intera macchina amministrativa ha attivato una vera collaborazione con i cittadini. A Milano il percorso è partito dalla comunità: prima si è abilitato un confronto con gli operatori della sharing economy attraverso una consultazione pubblica per poi arrivare al documento programmatico del Comune.

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E’ emersa quindi una visione comune che passa da Parma, Bruxelles, Bologna e Milano. L’attenzione deve essere rivolta ai cittadini e alle realtà presenti nei nostri territori. Non basta la legislazione che proponiamo, seppur essenziale, ed il punto centrale sarà il processo (come è emerso anche durante i due anni di lavoro di ParMap) che la prossima amministrazione riuscirà ad attivare. Noi siamo pronti.

Luca Cominassi
Caterina Bonetti

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