ParMap e la zona ovest della città

 

Giovedì scorso ci siamo trovati  al circolo APP Colombofili per approfondire bisogni e proposte per i quartieri Molinetto, Pablo e Golese. Cittadini, associazioni ed esperti si sono divisi tra i tavoli tematici dedicati a scuola, vivibilità e sicurezza.

Di seguito una sintesi della serata. Qui potete trovare la photo gallery.

Tavolo “Scuola”

Il tavolo “le scuole del quartiere” ha visto la presenza di cittadini dei quartieri Pablo, Molinetto e Golese, oltre ad alcuni rappresentanti di comitati ed esperti.

Bisogni emersi

  • Necessità di pianificazione e programmazione dei servizi scolastici sulla base dell’analisi demografica della città per evitare sovraffollamento delle classi, mancanza di spazi adeguati nei plessi scolastici e permettere quindi alla scuola di rispondere con adeguatezza al suo mandato istituzionale di insegnamento. In particolare il quartiere Golese, abitato da giovani famiglie con figli, si trova oggi a non avere una scuola che risponda al numero di bambini residenti. Ciò causa un disservizio scolastico poiché le giovani famiglie si trovano obbligate ad operare scelte di iscrizione dei propri figli in scuole non di stradario lontane dal proprio luogo di residenza.

  • Consapevoli dell’inevitabile riduzione delle risorse a disposizione dei servizi pubblici il tavolo fa emergere il bisogno di conoscere i processi di razionalizzazione dei vari servizi, inclusi quelli scolastici al fine di poter esprimere il proprio pensiero critico a chi governa la città esercitando il ruolo di cittadini attenti al paese in cui vivono (es. nel progetto di riqualificazione della scuola Racagni e’ stata tolta la biblioteca di Alice senza conoscere il parere dei cittadini del quartiere). Viene richiesta pertanto l’effettiva trasparenza e la possibilità di accedere ai dati per poter arricchire il proprio pensiero e renderlo utile per la città.

  • Emerge la necessità di promuovere la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali con l’obiettivo di ottenere maggiore chiarezza rispetto alle scelte operate dall’amministrazione comunale. Ad oggi relativamente ai Servizi educativi e scolastici fotografano forte confusione, nei bandi di iscrizione, mancanza di trasparenza in merito agli affidamenti dei servizi ad enti esterni, profonda incertezza inerente il futuro di alcuni servizi (es. ssili, servizi per l’infanzia). L’attuale stato dell’arte descritto, secondo quanto emerge dal tavolo, può generare (alcuni casi già lo dimostrano) dinamiche conflittuali tra gli attori che gravitano intorno al mondo scolastico.

  • Il disservizio scolastico proprio di questi quartieri fa venir meno il valore sociale della scuola che oltre ad essere luogo di cultura e di apprendimento per i bambini e ragazzi dovrebbe essere anche perno del welfare comunitario che veicola le relazioni, i legami e l’integrazione tra generazioni. Il tavolo fa emergere l’incoerenza dell’amministrazione comunale che da una parte investe nel lavoro di comunità ma dall’altra non pone attenzione alla scuola come luogo fondamentale per l’aggregazione e la coesione sociale degli abitanti di un quartiere.

  • Emergono criticità inerenti il servizio Happybus: gli orari sono poco adeguati alle esigenze dei bambini, le corse sono limitate e c’è poca connessione tra i quartieri limitrofi.

  • In merito ai servizi educativi gestiti da Parmainfanzia emerge il bisogno di avere maggiore chiarezza rispetto al controllo della qualità del servizio. In particolare viene sottolineata scarsa trasparenza rispetto agli strumenti di valutazione utilizzati. Emergono valutazioni positive ma non si comprende quali siano gli strumenti adoperati nel processo valutativo.

  • Alcuni universitari fanno emergere criticità connesse al rapporto tra città e università: gli studenti sono ospiti o residenti della città? Quale integrazione? Vengono segnalati insufficienti trasporti pubblici negli orari tipici degli studenti e la scarsa presenza di centri di aggregazione giovanile.

Visione – idee e proposte

  • Organizzazione di incontri periodici al fine di partecipare alla pianificazione dei servizi scolastici. A questi incontri dovrebbero partecipare gli attori del settore: rappresentanti dei genitori delle scuole, docenti (consiglio d’istituto), provveditorato agli studi, amministratori comunali (servizi educativi ed edilizia scolastica).

  • Mappatura degli edifici pubblici inutilizzati nel quartiere Golese al fine di vagliare diverse soluzioni che rispondano alla incapacità logistica dell’edificio scolastico attuale ad accogliere tutti i bambini residenti.

  • Organizzazione di confronti fra genitori e consiglieri comunali prima delle commissioni dei servizi educativi.

  • Analisi demografica dell’intera città con focus sulle nascite (con dati di proiezione a 5 anni). Si propone inoltre l’analisi di dati riguardanti diverse aree tematiche della città considerando le esigenze dei cittadini per costruire un disegno della città che ad oggi manca. I partecipanti del tavolo reclamano la mancanza di una direzione chiara rispetto alla città da parte dell’amministrazione comunale.

  • Si propone la sperimentazione dell’utilizzo dei pannolini lavabili nei servizi dell’infanzia.

Tavolo  “Vivibilità e riqualificazione urbana”

Il tavolo “vivibilità e riqualificazione urbana” ha visto la partecipazione di circa 20 cittadini provenienti dai tre quartieri coinvolti nell’iniziativa: Pablo-San Pancrazio, Molinetto e Golese.

 Bisogni emersi

  • Welfare per la terza età: l’età media della popolazione continua ad aumentare, in particolare nel quartiere Pablo, e di conseguenza aumentano le richieste di sostegno agli anziani. A questa esigenza manca una risposta progettuale da parte dell’amministrazione, con liste d’attesa molto lunghe per l’accesso alle Case Protette. Considerata l’elevata domanda di strutture per anziani si moltiplica l’offerta di risorse private (Case Famiglia), servizi interamente a carico dei famigliari, e forse poco controllati. In questo quadro si inserisce anche una situazione di precarietà economica degli anziani sempre più diffusa.

  • Manutenzione spazi pubblici: da tutti i quartieri emerge un peggioramento della manutenzione delle strade, della cura del verde pubblico e dei parchi (aree già notevolmente ridotte rispetto ad altre zone della città), che ne causa un progressivo stato di abbandono. Anche la pulizia di strade e marciapiedi è carente. Tutto questo in un contesto più generale di mancata pianificazione urbanistica di lungo termine.

  • Centri di aggregazione: rari sono gli spazi dedicati ai centri di aggregazione (tra cui gli impianti sportivi), mentre quelli esistenti sono a volte diventati zone in cui concentrare la marginalità anziché integrare. Il Molinetto sta gradualmente perdendo spazi che fungano da collante e dunque la sua identità. Rare sono le biblioteche decentrate, ignorate alcune risorse già presenti che potrebbero essere valorizzate (Argonne, Maretto, zona adiacente all’EFSA), i centri di quartiere sono in stato di abbandono, il Palazzetto dello Sport quasi inagibile.

  • Problemi delle frazioni: difficoltà comuni alle frazioni riguardano la viabilità, i trasporti e la gestione dei rifiuti. Numerose sono le zone di traffico pericoloso e poco controllato: zona Esselunga, zona ospedale e via Spezia, Vicofertile, zona via Giulio Cesare, Eia e Baganzola. In generale negli ultimi decenni all’espansione urbanistica non è seguito un piano di espansione dei servizi e nelle nuove aree mancano scuole, trasporti, banda larga, negozi e servizi. Numerosi sono gli edifici dismessi (ad esempio la scuola di Cervara, il centro anziani di Fognano, la sede del quartiere a Baganzola). La zona ex Amnu è definita “invivibile” a causa degli odori.

Si è quindi passati alla fase propositiva: in generale la richiesta dei cittadini è quella di  riprogettare la città al servizio della comunità, sviluppando soluzione integrate in grado di rivitalizzare il potenziale di ciascun quartiere. Una trasformazione del paesaggio urbano improntata alla sostenibilità ambientale, all’attenzione al verde pubblico, alla cura e al riuso degli spazi.

 Visione -idee e proposte

  • oltre al necessario intervento dell’amministrazione in termini di progettazione urbanistica, è necessario “fare cultura” rispetto all’uso e alla gestione degli spazi pubblici e dei beni comuni, anche a partire dalla scuola. Si cita a modello il regolamento del Comune di Bologna per la gestione dei beni comuni.
  • progettazione sistemica di spazi di aggregazione e di iniziative culturali che facciano da collante del tessuto urbano. Valorizzare le risorse già esistenti, come il circolo Argonne, che è già ottima opportunità di aggregazione giovanile. Investire sulle biblioteche anche in perifiera e sul Palazzetto dello Sport.
  • creare sinergia tra le associazioni esistenti (sportive, culturali,..). Molte sono attive e organizzano iniziative ma non c’è raccordo che renda più visibili le proposte e che faccia sistema tra i diversi centri pulsanti dei quartieri.
  • nel quartiere Pablo è necessario un forte investimento per il Piazzale, sia di riqualificazione (cura degli spazi, illuminazione, promozione delle attività commerciali) che di ordine pubblico (al fine di evitare le ronde, che possono diventare un fenomeno pericoloso).
  • le scuole possono essere un veicolo importante di trasmissione della memoria collettiva dei quartieri, è necessario coinvolgere gli insegnanti.
  • investire sulle piste ciclabili. Ad esempio nel tratto che collega Parma a Baganzola basterebbero interventi minimi per renderla agibile per 12 mesi all’anno: se manutenuta e valorizzata potrebbe diventare un luogo che ospita inziative per tanti dei parmigiani che amano l’uso della bicicletta nel tempo libero.
  • disincentivare l’uso dell’auto garantendo il trasporto pubblico nelle frazioni con maggiore frequenza.
  • sistemi di regolazione del traffico (limitatori di velocità, telecamere,…) nelle zone a rischio.
  • potenziamento dell’azione dei vigili ambientali.
  • costruire una programmazione delle risorse per gli anziani che tenga conto dei nuovi bisogni delle famiglie (investimento su case protette pubbliche).

Tavolo “Sicurezza”

Al tavolo Sicurezza hanno partecipato residenti, rappresentant dei comitati, associazioni dei quartieri Pablo, Golese, Molinetto, consiglieri comunali.

Bisogni emersi

  • I rappresentanti dei Comitati sorti spontaneamente come ‘Ronde’ di quartiere che svolgono ormai da 40 giorni presidio di vigilanza (v. Via Savani), hanno dimostrato che questa azione ha avuto effetti positivi nel disturbare i clienti del mercato dello spaccio e hanno avuto maggiore ascolto da parte delle forze dell’ordine;

  • Si è sottolineato come il problema dello spaccio sia causato da un alto numero di persone che abusano di sostanze stupefacenti e che, di conseguenza, sarebbe necessario un percorso di prevenzione a cura delle autorità sanitarie;
  • Altro problema fortemente sentito è quello dei furti nelle abitazioni private (v. zona Vigheffio). In questo si chiede un piano di videosorveglianza utile per scoraggiare e allo stesso tempo per indagare i responsabili;
  • Tra i bisogni emersi fortemente sentito da tutti è quello della mancanza di luoghi e momenti di aggregazione, la mancanza di spazi (o mancano o sono sottoutilizzati), luoghi utili dal punto di vista sociale per prevenire il disagio. Questo denota una mancanza di progettualità dei quartieri stessi. Le Associazioni non si conoscono tra loro e devono invece avere una capacità unificante per la coesione sociale della comunità. In molti casi esistono associazioni che avrebbero bisogno di spazi per svolgere le loro attività e, parallelamente, altre che possiedono spazi utilizzati solo parzialmente;
  • Necessità di rivedere il sistema di illuminazione dei quartieri come prima azione concreta per renderli più sicuri;
  • E’ emersa la constatazione che la sicurezza è gestita in modo diverso in centro e in periferia.

 

Visione – idee e proposte

  • Continuare a scendere in strada: proposta da allargare e sviluppare il più possibile, in un contesto fatto di attività diurne e notturne, sociali e culturali;
  • La prevenzione: scuola e università devono avere un ruolo in questo, affrontando la questione a livello educativo;
  • Promuovere attività di prevenzione delle dipendenze;
  • Rafforzare i centri giovani come punto di riferimento per i quartieri e creare una rete sociale già dall’infanzia utile a superare le distanze e i pregiudizi;
  • Valorizzare al meglio gli spazi comunali sottoutilizzati;
  • Rafforzare il sistema associativo e creazione/recupero di nuovi spazi di aggregazione;
  • Far conoscere le realtà associative presenti nei rispettivi quartieri.

 

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *