Parmap, i giovani e la loro voglia di fare di Parma una città a misura di studente

Negli ultimi sei mesi il Partito Democratico cittadino, attraverso la sua componente giovanile, ha deciso di prendersi a cuore un tema di cui tutti parlano, ma che pochi affrontano davvero nella sua completezza e complessità: i giovani. Ci siamo resi conto di come fosse necessario, da parte di un partito politico, occuparsi di quella parte di popolazione che dalla politica piano piano si sta allontanando, consapevoli che solo dialogando con i giovani stessi sarebbe stato possibile acquisire la credibilità per affrontare questo tema. Abbiamo deciso di farlo nel nostro stile, utilizzando il “Metodo ParMap”, occupandoci dunque, oltre che della proposta e della progettazione politica, anche dell’ascolto. Ci siamo confrontati con gli studenti di Parma e li abbiamo ascoltati, perché solo partendo dai problemi quotidiani degli studenti e dai loro bisogni, si può pensare di costruire una seria agenda sulle politiche giovanili.
Abbiamo elaborato un questionario e lo abbiamo presentato davanti a tutte le scuole della città e nelle vie del centro il sabato pomeriggio, somministrandolo esattamente a 227 studenti, provenienti da tutte le scuole della città e con età media di 16 anni.

Il quadro che emerge dalle risposte ai questionari non è per nulla confortante. Le impressioni che avevamo avuto dalla campagna d’ascolto condotta nell’anno passato sono state assolutamente confermate dai dati numerici. Le politiche giovanili portate avanti dal Comune di Parma e dall’amministrazione Pizzarotti sono avvertite dagli studenti della città come totalmente insufficienti, e questo appare ancora più triste alla luce del fatto che, nel dettaglio, molte delle cose di cui gli studenti ci hanno raccontato di avere bisogno, sono state promesse proprio da Federico Pizzarotti durante le campagna elettorale del 2012. A specifica domanda infatti (“Quale è il tuo parere sul contesto giovanile a Parma e sulle politiche giovanili del Comune di Parma?”) la stragrande maggioranza è in grado di dare solo commenti vaghi, chiarendo di non essere assolutamente informata e coinvolta dalle politiche portate avanti dal Comune, mentre sono in grado di darne parere positivo solo da 13 intervistati, a fronte di 41 pareri negativi, che rappresentano dunque una netta maggioranza. Questi dati numerici ci forniscono un ulteriore dato politico assolutamente non trascurabile: l’assoluta necessità di iniziare a coinvolgere gli studenti nell’amministrazione della città, praticando la partecipazione politica nei fatti, e non solo sulla carta. Insomma, le politiche giovanili non arrivano ai destinatari. Il rischio che si corre proseguendo su questa strada è che gli studenti e i giovani continuino ad allontanarsi dalla politica, e la città non può assolutamente permetterselo. In particolare sono necessari alcuni interventi mirati per rendere finalmente la nostra, una città a misura di studente. Abbiamo bisogno di investire di più e meglio sul trasporto pubblico cittadino, partendo dalla considerazione che la grande maggioranza degli studenti di Parma utilizza proprio gli autobus per muoversi, sia in mattinata per recarsi a scuola, sia durante il resto della giornata. Come dimostra il grafico seguente, elaborato in base alle risposte alla domanda “concordi nel lamentare un eccessivo costo dei biglietti e degli abbonamenti degli autobus?”, il costo dei biglietti e degli abbonamenti di cui usufruiscono gli studenti è avvertito particolarmente alto, soprattutto in relazione alla qualità del servizio.

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Un’altra gravissima mancanza della nostra città, proprio sotto questo punto di vista, è la totale assenza di una rete di trasporto pubblico serale, di cui i primi beneficiari sarebbero proprio gli studenti, i quali, nella maggioranza dei casi, non possiedono né possono guidare la macchina, e ai quali non possiamo chiedere di muoversi in bicicletta dalle periferie della città al centro, durante le sere invernali. Le risposte a una specifica domanda del nostro questionario (“Riterresti utile ampliare e migliorare il servizio di trasporti notturno della nostra città? Lo utilizzeresti?”) – riportate nel grafico sottostante – non fanno altro che confermare quanto sia importante per i giovani della città trovare una soluzione a questo problema al più presto.

Schermata 2016-02-01 alle 12.45.26

Numero di “SI” = 169

Numero di “NO”= 39

Un altro servizio fortemente richiesto dagli studenti della città è l’apertura serale delle biblioteche comunali. Anche questo, così come i trasporti serali, era stato promesso dal sindaco in campagna elettorale, e proprio per questa ragione ci aspettiamo che la Giunta possa finalmente iniziare a rispettare quanto promesso in campagna elettorale. Considerato il fatto che un buon numero di studenti universitari – e non solo – utilizza le biblioteche della città quotidianamente per studiare, risulta per quest’ultimi di grande impedimento dover interrompere gli studi prima di cena. Sarebbe opportuno, a nostro avviso, prevedere l’apertura serale di almeno una delle biblioteche comunali, per fare in modo che tutti gli studenti intenzionati a proseguire gli studi anche dopo cena, possano ritrovarsi tutti in quel luogo, che diventerebbe anche un vero e proprio luogo di ritrovo per gli universitari della città. Si tratterebbe di un servizio che gli studenti utilizzerebbero in grande maggioranza: come dimostrato dall’ 84 % di risposte positive a questa domanda. Analogamente, gli studenti aspettano ancora la realizzazione di una rete di Wi-Fi pubblico nella zona del centro realmente funzionante. Nel presente e nel più prossimo futuro la rete Wi-Fi rappresenta e rappresenterà un servizio essenziale per i cittadini, e i giovani sono oggi la componente cittadina che più rivendica queste istanze, come dimostrano i dati riportati dal grafico seguente: Riterresti utile realizzare una rete di Wi-Fi pubblico funzionante?

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Infine, riteniamo indispensabile, da parte dell’amministrazione della città e da parte di chi si occupa di questi temi, un occhio di riguardo sulla tematica degli “spazi di aggregazione”. Questo tema, di cui si sente spesso parlare, assume particolare gravità nel momento in cui il 55% degli intervistati dichiara di concordare nel dire che “gli studenti di Parma vivono un problema di isolamento causato dalla mancanza di spazi di aggregazione a causa della mancanza di spazi di aggregazione e socialità libera” e, proprio per questa ragione, non possiamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia. I giovani di Parma vivono in tanti microcosmi separati e paralleli, che non si incrociano mai. Nonostante infatti in città esistano molte realtà associative che sul tema dell’aggregazione si sono positivamente spese negli anni costruendo spazi ricreativi vivi e attivi, questo non basta e non esime l’amministrazione da una riflessione sui luoghi di ritrovo a carattere gratuito e aperto. Quello che proponiamo noi – con il progetto “Case della Zona”- è di innovare e ampliare la rete di spazi di aggregazione già presenti in città, partendo dalla constatazione che in ogni quartiere ci sono spazi comunali inutilizzati (ad es. ex circoscrizioni) che potrebbero, con un minimo riadattamento, essere messi a servizio della comunità con un modello di gestione partecipata. I ragazzi potrebbero essere animatori di una prima fase di sperimentazione che andrebbe però coordinata dal Comune. Questi luoghi potrebbero diventare sale per attività culturali (teatro, mostre, laboratori) e punti di semplice ritrovo dove scambiare due chiacchiere. Dotati di servizi igienici e, ove possibile, di area ristoro, queste realtà potrebbero rianimare la vita dei quartieri offrendo spazio ai giovani per misurarsi con responsabilità e progettualità. In queste sedi si potrebbe inoltre sviluppare un discorso di approfondimento del dibattito legato all’attualità locale e non. Queste realtà dovrebbero essere animate in parte con progetti strutturati, che permettano a persone diverse e che non si conoscono di entrare in relazione grazie ad un interesse comune (scoraggiando la formazione anche in questi contesti di piccoli gruppi di ragazzi e favorendone l’integrazione) e in parte invece con attività ricreative e sociali spontanee. Un progetto di questo tipo potrebbe rappresentare una soluzione a quel problema di isolamento che gli studenti ci hanno raccontato di vivere, e, stando alle risposte al nostro questionario, incontrerebbe il favore dell’88% del campione di studenti intervistato. Insomma, il Comune di Parma, sui giovani, ha bisogno di una vera e propria inversione di tendenza. In base a quanto si può leggere dal Documento Unico di Programmazione 2016-2018, il quale – come si legge sul sito del comune – contiene tutto ciò che “succederà a Parma nei prossimi anni per quanto attiene le attività e le opere di competenza del Comune”, l’amministrazione comunale non ha intenzione di impegnarsi per risolvere quei problemi che abbiamo evidenziato (Wi-Fi, trasporti, apertura serale delle biblioteche…) e per questo chiediamo all’amministrazione stessa un cambio di marcia, e di iniziare a pensare finalmente e davvero ai giovani. Nonostante qualche buon progetto e buon proposito (riqualificazione ex – ostello cittadella, nuove opportunità di formazione, promozione della tessera Younger Card), quello che manca, oltre a un’ attenta analisi dei bisogni degli studenti, è una visione a medio termine e strutturale della Parma che vogliamo costruire. Noi del Partito Democratico cittadino crediamo fortemente nell’idea di “città a misura di studente” per Parma e siamo profondamente convinti che solo realizzando un determinato ammodernamento dei servizi della città per i giovani sia possibile realizzare davvero nella sostanza quell’idea. Allo stesso modo siamo convinti che per la salute della nostra comunità cittadina sia necessario, da parte delle istituzioni comunali, coinvolgere sempre di più i suoi membri più giovani nell’amministrazione e nella gestione della cosa pubblica. Solo così facendo, occupandosi dei problemi dei giovani, e coinvolgendoli nella progettazione politica, la politica stessa potrà riacquistare credibilità ai loro occhi. Noi del PDPR ci abbiamo provato, l’anno scorso con ParMap e i questionari, e quest’anno lo faremo con nuove campagne di ascolto (abbiamo intenzione di portare un nuovo questionario davanti alle Facoltà dell’Università ) e con eventi di progettazione collettiva. I giovani di Parma hanno voglia e necessità di essere coinvolti, non possiamo che continuare a farlo.

Qui potete trovare la sintesi del lavoro sui questionari.

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