ParMap, PDPR e i giovani: una nuova mobilitazione

Durante la seconda fase di ParMap, quella dei tavoli tematici di lavoro, uno degli effetti collaterali senza dubbio più piacevoli che si sono venuti a creare è stato sicuramente l’aggregazione di un piccolo gruppo di ragazzi under-20 attorno al circolo ParmaCentro e attorno al progetto di Parmap stesso.

Si trattava di ragazzi che, in larghissima maggioranza, non avevano mai preso la tessera di un partito, e che, probabilmente, mai erano stati coinvolti da iniziative politiche.

Tutto questo perché semplicemente la politica era da loro avvertita come qualcosa di troppo grande e distante, per iniziare ad averci a che fare così presto.

Parmap ha permesso di dimostrare l’esatto contrario: che la politica funziona quando viene avvertita non come grande e distante, ma come vicina, “piccola” e raggiungibile, soprattutto dai ragazzi.

Questo progetto ha concretamente infatti svolto la funzione di trampolino di lancio perché potessimo finalmente entrare in relazione e fare rete con gli studenti medi della città.

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Abbiamo posto in essere una vera e propria campagna d’ascolto, fattivamente durata da marzo a maggio, che è iniziata proprio in concomitanza con la serata di ParMap sul centro città. Per quell’occasione era stata infatti prevista la presenza di un tavolo di lavoro esclusivamente dedicato ai giovani e alle politiche giovanili. La partecipazione a quel tavolo fu numerosissima e attivissima, a tal punto che, a fine serata, a mezzanotte circa, ci trovammo a non aver ancora esaurito neanche la metà degli argomenti che avremmo voluto trattare.

Non potevamo che trovarci ancora: fissammo immediatamente e spontaneamente una nuova data.

Avevamo per la prima volta stuzzicato il bisogno di politica che i ragazzi conservavano, ma che ancora non avevano espresso. Avevamo dimostrato che parlare di politica non significa solo parlare di temi nazionali ed internazionali per i quali spesso i ragazzi nutrono qualche perplessità, non sentendosi all’altezza per parlarne, ma che significa soprattutto parlare dei problemi quotidiani che si vivono tutti i giorni sulla propria pelle, per immaginarne una soluzione comune.

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Da quella data fino a fine maggio abbiamo deciso di trovarci tutti lunedì al Circolo ParmaCentro.

E le presenze non sono affatto diminuite, anzi, al contrario, si sono moltiplicate, raggiungendo un numero sempre più alto di ragazzi e coinvolgendo sempre via via muove persone.

Da quegli incontri abbiamo ottenuto due risultati, a mio parere straordinari: se allo stesso tempo infatti siamo riusciti a riavvicinare un discreto numero di studenti di Parma alla partecipazione politica e al nostro partito, dall’altro abbiamo tratto da questi incontri tantissime idee innovative per le politiche giovanili della Parma del futuro che immaginano i ragazzi della città.

Una volta terminato questo lungo brain-storming ci siamo dovuti infatti occupare di applicare un filtro, che ha fattivamente coinciso con le ’15 proposizioni di un partito di sinistra’ stipulate da Barca, alle tantissime idee e proposte che erano venute fuori dal ciclo di incontri, accorpandole e cercando, per quanto possibile, di farne scaturire una visione politica di centrosinistra a medio-lungo termine.

Il risultato è un documento fortemente improntato sui valori di sinistra della condivisione e della partecipazione e che, come prevede il format di Parmap, rappresenta allo stesso tempo una sintesi dei problemi che noi studenti viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, e un riassunto di linee guida per fare finalmente di Parma una città a misura di studente.

Ma ovviamente il lavoro non finisce qui, dopo aver presentato il documento e il lavoro svolto durante la festa dell’Unità cittadina, dovremo continuare a dialogare con il mondo studentesco e giovanile.

Nelle prossime settimane, a cominciare da questo sabato, saremo ogni sabato mattina, in orario di uscita degli studenti, davanti alle principali scuole superiori della città per continuare questa campagna d’ascolto e per portare agli studenti le nostre proposte. Si inizia con Romagnosi, Marconi, Ulivi e Berolucci, in quest’ordine, per poi spostarsi, eventualmente nel prossimo mese, davanti agli altri licei e agli istituti tecnici e professionali.

Ai ragazzi che incontreremo e che vorranno fermarsi al nostro banchetto sottoporremo un questionario che, riassumendo in sé i temi principali emersi durante la prima fase di ascolto, ci permetterà di raccogliere nuove idee, proposte, critiche, ma che soprattutto ci permetterà di rinvigorire quel filo diretto con la parte più giovane della popolazione che abbiamo iniziato a costruire, e che ci sta molto a cuore.

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ParMap ci ha mostrato la strada da seguire, fatta di ascolto e partecipazione, dialogo e confronto, ci ha fatto comprendere che ai ragazzi di questa città, ai quali viene imputato di essere indifferenti, a-politici e totalmente disinteressati e disinformati, in realtà la politica interessa ancora. Non è vero, come dicono, che i ragazzi si siano allontanati dalla politica, quanto più è vero che si siano allontanati da un certo tipo di politica vecchia e chiusa in sé stessa! 

Noi abbiamo pian piano provato a immaginarne una nuova. Aperta, coinvolgente, e partecipata. Che per ora sembra piacere.

Matteo Broso

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