Pensiamo al futuro di Parma

pr

L’innovazione è il motore che sta spingendo le esperienze ed i distretti migliori. Nella società dell’informazione l’economia digitale è il settore, come continua a ricordarci l’ Unione Europea, sul quale puntare nei prossimi decenni. In occasione delle imminenti elezioni europee è nostro dovere diffondere la consapevolezza delle enormi opportunità offerte dall’Unione Europea.

A Parma dobbiamo essere protagonisti imponendo una riflessione su come facilitare l’innovazione, la crescita economica ed il progresso cittadino nel medio termine. Non possiamo più permetterci una visione di brevissimo periodo dettata dalle emergenze e da interessi locali fondati su modelli ormai superati. Anche i dati della nostra città confermano che chi innova aumenta addetti e ricavi e che l’ICT può diventare un fattore trascinante per Parma.

Il valore dell’economia digitale italiana corrisponde a circa il 2 per cento del PIL con un apporto all’occupazione già significativo. Questi dati in futuro potrebbero ancora migliorare. Le esperienze da cui partire non mancano: il nostro obiettivo deve essere quello di innescare, anche nella nostra Parma, un salto qualitativo e quantitativo.

L’innovazione e la ricerca sono tra i migliori antidoti all’attuale crisi economica. Grazie alla rete è possibile produrre, assumere ed esportare (anche nel settore del food). Attraverso l’elaborazione di proposte politiche, declinate con i nostri valori, vogliamo diventare un punto di riferimento per il mondo delle imprese innovative, delle startup locali, dell’università e degli spin-off, dell’artigianato innovativo (i makers) e dei coworkers.

Anche il ruolo della pubblica amministrazione può diventare un driver di innovazione che dobbiamo cominciare a chiedere e pretendere. La regione Emilia-Romagna è all’avanguardia grazie ad un piano per il digitale declinato attraverso diritti di accesso (alle reti tecnologiche, all’informazione e alla conoscenza, ai servizi alla persona e alle imprese e ai dati). Cosa sta facendo il Comune di Parma per il futuro della città? Qual’è l’attuale strategia per il digitale? Ci sono molte azioni di amministrazioni virtuose da replicare, sia in Italia che nel mondo.

Perché, nonostante le tante promesse, non si comincia a creare un ecosistema favorevole all’innovazione? Vorremmo sapere cosa pensa l’amministrazione comunale di Parma sulla diffusione della banda ultra larga. Perché non promuove un catasto del sottosuolo per verificare l’esistenza della fibra ottica confrontandosi con gli operatori privati? Cosa sta facendo per aumentare la copertura dell’wi-fi pubblico? Come ci suggerisce l’Unione Europea perché non promuovere la programmazione? Perché il Comune non ha ancora un portale dedicato al rilascio dei dati pubblici (open data) e alle politiche volte al riutilizzo degli stessi affinché si generi valore economico e sociale.

Su questi temi intendiamo innescare un processo, coinvolgendo i portatori di interesse presenti in città (innovatori, imprenditori, associazioni, lavoratori, professionisti, associazioni di categoria, centri di ricerca, università), per arrivare al nostro programma che porteremo avanti nei prossimi appuntamenti elettorali. Metteremo a disposizione le nostre competenze e cercheremo di abilitare l’ascolto dell’intelligenza collettiva. E’ arrivato il momento di pensare al futuro di Parma.

Luca Cominassi, segreteria comunale del Partito Democratico di Parma.

 

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

4 thoughts on “Pensiamo al futuro di Parma

  1. Gianfranco Zambelloni says:

    Complimenti per l’iniziativa. Sono convinto che , con la guida di Lorenzo Lavagetto e dei collaboratori, il PD possa contribuire a riportare la nostra città al livello e al ruolo che le competono. Se posso permettermi un piccolo consiglio : io non conterei ” troppo ” sull’appoggio regionale. Buon lavoro, gianfranco.

  2. Daria says:

    mi sembra un tema fondamentale che va coniugato anche a livello di formazione imprenditoriale, una formazione che parte dai banchi di scuola e che si completa in quelli della università e della scuola professionale…io sto seguendo con alcune associazioni e con la facoltà di economia di PR un progetto di formazione all’impresa e innvazione rivolta ai giovani, con coinvolgimento di imprese tutor..il tutto con forti e fondamentali valori etici! Il corso universitario partirà a marzo, seguiranno notizie…
    La cultura di impresa portata avanti dalla sinistra è stata sempre sospettosa e va cambiata radicalmente…Guardare il sito di Economia di Comunione ( Vedi Bruni, Zamagni…)

    1. Luca Cominassi says:

      La parte della formazione è assolutamente fondamentale. Le scrivo via email in moda che possa tenerci aggiornati sul corso. Grazie per l’apporto. Luca Cominassi

  3. Roberto says:

    Mia moglie ed io abbiamo votato PD fin dalla sua nascita (2007), incluse le primarie. Chiedo al mio partito:
    1- controlli accuratissimi dell’operato di tutte le persone del PD che detengono cariche pubbliche.
    2 – anche dove il PD è in minoranza deve sempre denunciare gli sprechi dell’amministrazioni pubbliche
    3 – il PD deve rinunciare all’acquisto degli F35 dei quali gli stessi americani denunciano le inefficienze e alti costi di manutenzione.
    4 – la TAV non è una priorità, siccome la linea esistente è più che sufficiente.
    5 – la maggior parte delle missioni italiane all’estero non sono ora una priorità. Oltretutto stiamo perdendo in Afganistan ed Iraq: ritirarle subito.
    6 – i risparmi derivati da quanto sopra deve essere investito per la consistente riduzione del costo del lavoro (quanto fatto in proposito dall’attuale governo è largamente insufficiente) e per la riduzione del debito pubblico.
    Ritengo tutti questi punti essenziali per il bene dell’Italia e del Partito Democratico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *