Torniamo in Ghiaia?

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Si è svolto sabato 15 febbraio, dalle 17.00 alle 20.00, presso il piano -1 del mercato coperto, attualmente inutilizzato, l’incontro pubblico ‘Torniamo in Ghiaia?’ organizzato dal gruppo consiliare PD, insieme al PD di Parma, nel corso del quale è stata presentata la proposta del Partito Democratico per il rilancio di piazza Ghiaia, ovvero l’istituzione di un mercato alimentare quotidiano sull’esempio di quanto avviene a Torino e in molte altre città d’Italia e d’Europa.

Dopo l’introduzione del segretario cittadino Lorenzo Lavagetto, che ha ribadito che ‘lo stato attuale della Ghiaia resta una ferita aperta per la città che ci obbliga non a guardare al passato ma al futuro’, il programma ha previsto la proiezione di un film documentario sul mercato alimentare di Porta Palazzo a Torino tratto dalla serie ‘Food Markets, profumi e sapori a Km zero’, recentemente andata in onda su RAI5 e sui canali europei ARTE e ZDF.

Alla proiezione, alla quale è intervenuto l’autore e regista Stefano Tealdi, è seguita la tavola rotonda introdotta e moderata dal capogruppo PD Nicola Dall’Olio con interventi di Andrea Andrei (imprenditore agricolo), Claudio Franchini (Ascom), Filippo Mori (Promoghiaia), Luca Verdini (Confesercenti) e Cristiano Casa (Assessore Comunale al Commercio). E’ intervenuta anche Anna Rudari, presidente del Consorzio la Corte di Parma che gestisce il mercato contadino dell’Annunziata.

Nel corso del dibattito è emersa una generale condivisione sulla proposta avanzata dal PD. L’Assessore Casa ha dichiarato che il Comune intende utilizzare i 25 giorni all’anno che il Comune ha a disposizione, oltre il mercoledì e il sabato, per avviare un primo mercato alimentare.

Secondo Nicola Dall’Olio tale proposta ‘per quanto sembri andare nella direzione indicata, non è sufficiente. Anzi rischia di essere fallimentare, come già accaduto in passato con i mercati alimentari regionali. Il mercato alimentare, come evidenziato da più interventi, compresi quelli delle associazioni dei commercianti, per funzionare ha bisogno di continuità garantita dall’individuazione di giorni fissi nell’arco della settimana. Occorre quindi prevedere almeno due appuntamenti settimanali, o lavorando sulla conversione del mercato esistente o aggiungendone uno nuovo in giorni diversi. Per fare questo c’è bisogno di un lavoro di guida da parte dell’amministrazione comunale, con la condivisione di Promoghiaia e dei commercianti, che vada oltre agli eventi estemporanei senza periodicità, i quali non potranno mai ridare vita a quello che un tempo era il cuore pulsante della città.’

Più offerta non significa più concorrenza bensì maggiore attrattività: il mercato alimentare andrebbe a rivitalizzare anche le aree sofferenti limitrofe il cui sistema commerciale oggi è in forte difficoltà. I casi di alcuni operatori che a breve apriranno esercizi di vendita e degustazione di prodotti alimentari nella stessa Ghiaia e in Via Bixio sono confortanti e confermano le potenzialità esistenti. Occorre però migliorare l’accessibilità anche riducendo il costo dei parcheggi e pensando ad un’eventuale conversione del piano -1 nel caso non si trovassero operatori commerciali interessati alla sua gestione.

In questo momento ciò che importa non è una sterile polemica sulle Vele, ma come ridare vita a ciò che ci sta sotto. L’alimentare può essere la risposta per arrivare ad avere un centro commerciale naturale e diffuso, polo di attrazione per i turisti, che vi potranno trovare le eccellenze gastronomiche del territorio, e strumento di rilancio e rivitalizzazione del centro della città. Recuperare l’anima della Ghiaia, farla tornare cuore pulsante, vivo, vitale, luogo di incontro e socializzazione è questo l’obiettivo prioritario che si devono dare l’amministrazione comunale e gli operatori privati coinvolti.

L’incontro si è concluso con l’aperitivo a Kmzero con prodotti biologici e locali a cura del Podere Stuard.

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